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BRUTTA CANAGLIA LA SOLITUDINE
Medoro e Vitalizio, i due protagonisti, sin da bambini attendono l’arrivo di qualcosa di nuovo.
Il loro paese è lontano da tutto e così anche
le loro vite sembrano trascorrere senza servire alla storia.
La loro vita è una catena fatta di piccole rivoluzioni fallite ma allo stesso tempo è anche
scandita da cataclismi che cambiano il profilo delle cose. Il testo riflette sulla dimensione
legata al gioco teatrale e sulle possibili forme di porsi rispetto all'interpretazione.
Vitalizio e Medoro non sanno di giocare al teatro, semplicemente si pongono problemi
d'interpretazione cercando forme per essere convincenti.
Brutta canaglia la solitudine è una storia surreale, che racconta
la fragilità di tutti davanti al destino.
Una fragilità bella, la fragilità di chi non smetterà mai di resistere ...
En écrivant le texte de "La solitude est une mauvaise canaille...", nous avons mené notre
réflexion sur le jeu théâtral et les différentes façons de se positionner face à l'interprétation.
Vitalizio et Medoro, les deux personnages, affrontent le jeu théâtral en partant de différentes
références. Ils ne sont pas conscients qu'en essayant de monter un faux miracle pour l'évêque,
ils sont en fait en train de faire du théâtre. Ils se posent sans le savoir des questions sur le
problème de l'interprétation lorsqu'ils cherchent à être le plus convainquant possible. En essayant et en répétant, ils structurent une action
théâtrale en partant de points de vue très différents.
C'est ce qui se passe depuis longtemps déjà dans le théâtre contemporain:
les différentes écoles se caractérisent par leurs
différentes façons de concevoir la "vérité" sur la scène.
"La solitude est une mauvaise canaille..." est un spectacle surréel, qui raconte la fragilité de
tous par rapport aux grandes questions que chacun se pose ...
AUTORE: Daniele Finzi Pasca
CON: Mauro Mozzani e Rolando Tarquini
MUSICHE ORIGINALI: Gregorio Cosentino
SCENA: Graziano Marafante
LUCI: Marco Finzi Pasca
COLLABORAZIONE ARTISTICA: attori TEATRO SUNIL
REALIZZAZIONE MUSICHE: New Pocket Orchestra di Gregorio Cosentino
"... Io sogno un miracolo. E chi non lo sogna! Lo sognano anche Medoro e Vitalizio, due strani tipi, della stessa razza, si direbbe, di Vladimiro ed Estragone di "Aspettando Godot". Sembrano piovuti dalla luna, vestiti con camicioni bianchi da notte e bolerini neri, un po’ chierichetti e un po’ osti, un po’ poveracci e un po’ imbroglioni, un po’ angeli e un po’ canaglie, come la solitudine che fa loro compagnia".
Umberto Fava - LIBERTA
I due protagonisti Vitalizio e Medoro (Mauro Mozzani e Rolando Tarquini) si sorprendono sulla scena in infi nite prove tecniche di resurrezione sulla falsariga dei miracoli evangelici per tentare il business della vita, in grado di mutare un destino fatto di attese, di solitudine e di patate da pelare.
Grazie ad una sintassi scenica legata all’immagine e al movimento e alla implicita clowneria dei due - ingenui e scalcagnati come il Gatto e la Volpe - “Brutta canaglia la solitudine” si trasformain un manuale vivo di recitazione, coniugando, soprattutto grazie alla bravura istrionica dei due attori, gesti e testo. (...) La storia diventa così pretesto, privilegiando ora la battuta ora il pathos, ora lo sberleffo, ora la resa sopra le righe ora la tensione gasmaniana, in un gioco al quale i due non sanno di partecipare.
Il presunto fi nale tragico con un vento impetuoso che spegna la scena e lascia in sospeso ogni dubbio si fainvece quotidiano e presente.
Giuseppe Condorelli - IL GIORNALE DI SICILIA
SCHEDA TECNICA / DATI SIAE
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